Perché l'Italia sfida il rallentamento del Golfo: la domanda verso l'Oman

Mentre il Golfo perde turisti europei, l'Italia cresce verso l'Oman: +46% nel 2025, +10% nel primo trimestre 2026. Ecco perché, e cosa significa per gli operatori.
Mentre diverse destinazioni del Golfo affrontano un calo degli arrivi europei stimato attorno al 30% dopo le tensioni di inizio 2026, i dati sul mercato italiano raccontano una storia diversa, quasi in controtendenza.
I numeri italiani
Secondo i dati citati da Qualitytravel.it (25 maggio 2026), gli arrivi italiani in Oman sono cresciuti del 46,4% nel 2025, del 46,9% a gennaio 2026 e del 10,38% nel primo trimestre 2026 (24.769 arrivi contro 22.439 dello stesso periodo). L'Italia resta il secondo mercato europeo per arrivi con visto, dopo il Regno Unito.
Perché l'Italia regge
Il sondaggio condotto tra 2.798 agenti di viaggio italiani indica che il 64,25% individua nel patrimonio storico-culturale il vero argomento di vendita dell'Oman – non il mare, non il lusso puro, ma Nizwa, i wadi, i forti, i souq. Un posizionamento meno esposto alle ondate di cronaca geopolitica rispetto a destinazioni vendute principalmente come resort balneari nel Golfo.
Un collegamento aereo più diretto
Da giugno 2026 il codeshare ITA Airways–Oman Air ha reso possibile l'accesso con biglietto unico da 13 aeroporti italiani via Roma Fiumicino. Oman Air opera inoltre collegamenti diretti da Milano Malpensa (passando a martedi-venerdi e domenica da fine ottobre 2026 a marzo 2027) e da Roma Fiumicino, 4 volte a settimana tutto l'anno.
Cosa significa per gli operatori
La combinazione di accesso aereo migliorato, posizionamento su cultura e autenticità, e una base di domanda che non ha mai smesso di crescere rende l'Oman un prodotto da proporre con sicurezza al mercato italiano – non da giustificare con cautela, come accade invece per altre destinazioni del Golfo.


